Divagazioni patatesche

Il Patato aveva sette mesi quando mi ha regalato il primo “mamma”.

Dal suono un po’ piagnucoloso, una specie di lamento prolungato (tipo “mmmmmammmmmmaaaa”), ma comunque rivolto proprio a me. Ammazza, che soddisfazione. Della serie: potreste picchiarmi ora, non me ne accorgerei neanche.

Da allora il vocabolario patatesco si è arricchito notevolmente. Ma quasi esclusivamente con variazioni sulle due sillabe “ma-ma”, a volte con intonazioni francofone.

Alcuni esempi:

  • amm amm” (in tono deciso e  autoritario): questo è facile e chiunque potrebbe interpretarlo come “damme da magnà e subito, altrimenti so’ dolori, e tu sai cosa intendo”
  • mememme?” (in tono vagamente interrogativo e occhi a triangolo): in genere indica “dove è finita la macchinina/palla/paperetta? mi diverto a cercarla, però accidenti dammi una mano, no?”
  • mememme!!!” (in tono esultante): “oh, finalmente l’ho trovata, ed è tutto merito mio, eh? se aspettavo te stavo fresco!”
  • meau?” (accompagnato dal dito indice che fa “no no”): “questo non devo toccarlo, vero? Sicura sicura? Lo so, dai, volevo solo metterti alla prova”
  • meaumou” (secco, senza strascichi, indicando varie cose): “ecco, mi sono appena svegliato e voglio vedere se tutto è al suo posto, sì l’orsetto c’è, sì i pulcini a dondolo ci sono, sì l’interfono con la luce verde pure; brava, mamma, non hai spostato niente, son proprio contento”
  • aaaaammmmmmammmmmma!!!” (a voce alta, piangendo): “aiuto, mi son svegliato al buio e ho paura, vieni a prendermi, mamma, tu o chiunque altro, va bene lo stesso, ma fate presto, è urgente”
  • mammmmmmammmm” (attaccato alle mie gambe, frignando sommessamente): “dai, prendimi in braccio, un minutino, che ti costa, sono un po’ stanco, per favore!”
  • babamamma” (intenerito e sorridente): non ci crederete ma questo va interpretato letteralmente; il Patato nutre un’insana passione per i Barbapapà e per Barbamamma in particolare, si sfoglia il suo libretto per ore in assoluta adorazione. Grazie a quei proteiformi personaggi colorati nel vocabolario patatesco stanno entrando altre sillabe e (udite udite) l’altro ieri se n’è uscito un chiarissimo “papà”. Il Papais è convinto che fosse rivolto a lui e non al progenitore rosa vagamente omosessuale che il Patato stava indicando. Lasciamoglielo credere.
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