Se il Papais entra in crisi

Papais: Bubi, quando la maestra ti ha chiesto se Alessandro è il tuo fidanzato, hai risposto di sì.

Bubi: Eh, sì.

Papais: Ma lo sai cosa vuol dire un fidanzato?

Bubi: …

Papais: Che ci si dà bacetti, ci si dà carezze…

Bubi: Eh, appunto.

Uomo dotato di un assoluto self control, capace di reggere il timone nelle tempeste più furiose, indomito e coraggioso anche nelle situazioni estreme, il Papais è entrato in crisi.

Lui era il solo e unico Principe. Lui era quello del “quando sarò grande sposerò te, papà”. Quello del “ti penso sempre, papà”.

Ora non vuole nemmeno sentir nominare Nesta. L’Alessandro del Milan.

Dite che è preoccupante?

Lunedì

“Bubino mio adorato, cucciolo santo, luce dei miei occhi, dì: M-A-M-M-A”

“PAPA’!”

“Stella del mio cuore, amore mio bello, gioia della mia vita, prova ancora. Dì: M-A-M-M-A”

“PAPA’!”

“Cuoricino, dai che lo sapevi dire bene una volta. Tesoro infinito, dì: M-A-M-M-A”

“PAPA’!”

Certo che i figli ti sanno dare la motivazione giusta per affrontare il lunedì.

Auguri, Papais

A te che ti svegli prima dell’alba. Come me.

A te che convivi con il torcicollo, perché dormi in pochi centimetri quadrati. Come me.

A te che a mala pena ti ricordi come è fatto un cinema. Come me.

A te che basta una birra per riprenderti dalle fatiche della giornata e ripartire. Più di me.

A te che combatti l’entropia imperante della nostra casa senza arrenderti. Più di me.

A te che non fai sport da tre anni, ma sei meravigliosamente in forma. Più di me.

A te che trovi sempre l’energia per negoziare con la Bubi in forme civili. Più di me.

A te che sai metterti in discussione e migliorarti ogni giorno. Più di me.

Buon compleanno, Papais.

Sei sempre il migliore.

Sviolinata al Papais

Mio marito non è un uomo. E’ un supereroe.

E’ dotato di speciali sensori che controllano il mio grado di sopportazione dell’universo bambinesco e si attivano automaticamente non appena si supera la soglia critica. Può essere un provvidenziale giro in bici con la Bubi, una favolosa crema catalana preparata in tempi record mentre lotto per addormentare le belve, due righe di email capaci di toccare le corde giuste. Quando mi manca veramente un soffio al tracollo, il Papais trova sempre il modo di evitarlo. Magicamente.

Gode di poteri trasformisti paragonabili a quelli di Barbapapà. Quando ci capita per sventura che la Bubi dorma con noi, l’unmetroeottantasei del Papais riesce a comprimersi in una superficie infinitesimale. La sua schiena si trasforma in un morbido cuscino, solo perché l’isterica non apprezza il suo petto peloso. L’intero suo corpo diventa un sacco da boxe per parare i colpi notturni della tenera creatura.

E’ l’unico in grado di competere con la logorrea della Bubi. Durante le sue crisi tipiche da duenne, lui soltanto riesce a farla ragionare con il solo potere delle parole senza ricorrere agli svariati mezzi di coercizione che tenterebbero la mamma.

E’ capace di passare dallo stato solido a quello liquido in pochi secondi. E’ sufficiente la magica formula, che ormai la Bubi sa usare benissimo e perfettamente a proposito: “Papais, sei un uomo bellissimo”. Il Patato non ha ancora affinato le sue tecniche, ma sono sicura che presto ci riuscirà anche lui.

Tra gli strumenti in dotazione con la tenuta da supereroe credo ci siano:

  • una bacchetta magica. Quando la cucina sembra sopravvissuta a un disastro nucleare e io balbetto un “pulirò domani” prima di collassare sul letto, il Papais me la fa trovare magicamente a posto la mattina dopo (lo so che non ha la bacchetta, santo di un uomo, si sveglia prima dell’alba per farmi di queste sorprese).
  • un paio di occhiali speciali. Solo questo può permettergli di continuare a farmi complimenti anche quando ho raggiunto il livello massimo di imbarbarimento fisico.
  • dei silenziatori potentissimi che gli permettono di prepararsi per l’ufficio lasciando dormire il resto della famiglia. I Bubini si sveglieranno più pimpanti che mai non appena lui sarà uscito, ma per una mamma esausta anche dieci minuti di sonno in più sono come la manna dal cielo.
  • dei razzi metaforici che gli consentono di innalzarsi oltre le magagne quotidiane. Si sa che solo guardando le cose dall’alto si trovano le soluzioni (e si riesce a ridere).

Me lo sono sposato io, questo super papà, e me lo tengo ben stretto. Tié.

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