Di ritorno

Ieri sera. Ore 22.00

Entro di soppiatto in camera. Scorgo il Papais e la Bubi insieme del lettone. Gli occhi chiusi. Mi avvicino per lasciarle un piccolo bacio sulla fronte. Un guizzo nello sguardo e un sorriso.

Mi stava aspettando. Sveglia.

Per raccontarmi come una macchinetta tutto quello che è successo in questi quattro giorni che sono stata via.

Per accarezzarmi il braccio.

Per baciarmi all’infinito.

Per fissarmi con quell’azzurro felice negli occhi che mi fa salire un groppo alla gola.

Ore 4.00

Il Bubino chiama piano: “Papà”.

Mi scapicollo in cameretta e lui è seduto sul lettino, buono buono.

“Bubino, sono io”.

Si alza di scatto. Mi butta le braccine al collo.

Mi stringe forte.

Si è reso conto anche lui che sono tornata.

Passiamo le successive due ore abbracciati. Dormicchiando tra un bacio e l’altro.

Sono stati bravissimi in questi quattro giorni.

Più bravi che mai.

E’ davvero rilassante scoprire che se la cavano alla grande anche senza di me.

Ma se al rientro mi avessero accolto come se niente fosse sarebbe stata dura.

Sono sempre la mamma, eh?

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11 thoughts on “Di ritorno

  1. Lo sei eccome. Ma perchè ti fai venire questi dubbi =)?

    Ho risposto sotto (post precedente) a nonnoprof, spero la mia battuta su cenerentola non sia stata offensiva: in caso, dimmelo, ok? perhcè mi spiacerebbe, non l’ho fatta con riferimento al contenuto di denuncia del post (che condivido), ma solo e soltanto come battuta sulla mitologia delle principesse. E’ che mi è venuta subito in mente: forse però sono io che ho guardato troppe volte PW negli anni ’90 =).

    Susibita

    • Ma tranquilla, ho lasciato un po’ andare i commenti nel post qui sotto senza intervenire (a volte mi piace così), ma avevo capito perfettamente che tu scherzavi, non ti preoccupare.

  2. che meraviglia! possono dirmi fino allo sfinimento che si sta bene (alcni dicono addirittura meglio) da soli…ma gli sbaciucchi di un bimbo innamorato della mamma, quelle braccine morbidine che ti stringono il collo e le manine di pesca che accarezzano il viso….beh, non hanno eguali!
    …e per mamma Giulia, che era preoccupata, come sono stati questi quattro giorni lontana da casa?

    • frenetici e vagamente schizzofrenici: sono uscita tutte le sere da un lato per approfittare dell’incredibile occasione di vedere amici lontani, dall’altro anche per non ritrovarmi sola nella camera d’albergo a pensare… mi sono resa conto seriamente di quanto amo il caos di casa nostra, appena mi ritrovavo nel silenzio assordante dell’hotel accendevo la tv per non spaventarmi troppo

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