Re: Quando dormire è un problema

Cara Bubi,

mi hai fatto commuovere con la tua letterina. Ovvio che sai toccare le corde giuste, nonostante tu abbia solo quattro anni.

Ma permettimi anche uno sfogo.

Tutto il tuo bisogno di mamma è una sincera rottura di cogl  fatica per me.

La tua mamma, sappilo, di fondo sarebbe una madre modello. Di quelle che non usano mai il “no” perché è diseducativo. Di quelle che cercano la mediazione, il convincimento, l’ascolto attivo. Tua madre si bea leggendo le testimonianze della Leche League. Si identifica in quelle mamme calme, attente, premurose. Le piacciono da morire. Tua madre compra libri dai titoli assurdi tipo “crescere in armonia”, “ascolta il tuo bambino”, “essere assertivi”. Magari li lascia vegetare sul portariviste del bagno. Ma a volte li sfoglia convinta, vagheggiando sul come metterli in pratica.

E’ che poi la tua mamma si scontra con la realtà. Da quando non ho più l’agognato part-time le mie giornate sono piuttosto pesanti. Lo vedi su di me, sulle mie occhiaie, sulla mia faccia che sta invecchiando così velocemente. Ma soprattutto sulla mia pazienza che non è più quella di una volta. La tua mamma ne ha spesso i cogl.. pieni abbastanza dei vostri litigi, dei vostri capricci, del non sapere cosa farvi per cena perché qualsiasi cosa la rifiuterete schifati.

Alla fine di una giornata di merda pesante la tua mamma vorrebbe accoccolarsi in braccio al Papais e fare sesso guardare un film sorseggiando una tisana.

Chiedo troppo?

Ci sono genitori che fin dall’inizio impostano la loro vita sul “loro devono adattarsi a noi, non noi a loro”. E quindi vanno di “Fate la nanna”, regole ferree, messa a letto alle otto, divieto del lettone e robe simili. Li ascolto estasiata. Mi sembrano bravissimi. Tutto sembra funzionare a meraviglia.

Mamma e Papais ci hanno provato.

Come avrai capito i tuoi genitori di certezze non ne hanno nessuna e quindi hanno pescato un po’ di là e un po’ di qua. Hanno provato un po’ di carota e un po’ di bastone. Ti hanno lasciata piangere sul lettino quando avevi appena un anno e dormivi solo in braccio (…ah, che periodo, finivo per dormire seduta sul letto con te in braccio, perché appena ti posavo strillavi…). Salvo poi riaccoglierti nel lettone durante le tue (innumerevoli) malattie.

Colpa nostra, lo ammetto. Non abbiamo saputo darti una routine sempre uguale. Da utilizzare sempre, cascasse il mondo. La nascita del Bubino ha scombussolato tutto, ovviamente. Perché ce ne vuole a lasciar piangere la grande nel suo letto mentre accanto c’è il piccolo che si sveglia per ogni stracazzo di bava di vento (vale anche il contrario, eh?).

Insomma ci siamo arrabattati a cercare ogni volta la soluzione migliore.

Certe volte ci siamo illusi di averla trovata. Ha funzionato per un po’. Poi ha smesso di funzionare.

Siamo ancora alla ricerca.

In questi giorni hai la febbre e uno strano virus gomitone che ti ha ricoperta di macchie in viso. La sera mi guardi speranzosa e mi chiedi: “Sono malata, mamma?”. E anche se sai già la risposta, fai lo stesso la tua domanda, con quella irresistibile luce negli occhi: “Allora posso dormire con te?”.

Ovvio che sì, Bubi.

E ovvio che anche se ti passerà la febbre, non mi sognerò mai di riportarti nel lettone quando arriverai in piena notte. Questo perché di fondo ho sonno e non voglio rischiare di svegliare il Bubino con le tue urla disumane sono una mamma assertiva come quelle di cui sopra.

Però troviamolo un compromesso, Bubi.

Cerchiamolo insieme.

Devi capire anche me e che cazzo.

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14 thoughts on “Re: Quando dormire è un problema

  1. Io non ci tengo troppo ad identificarmi con le mamme della leche league. Trovo che tutto questo perfettismo sia rivoltante, sotto sotto ma nemmeno troppo sotto. Trovo che i no vadano detti, che l’ascolto certo sia fondamentale, ma anche qualche regola e qualche punizione.
    E tu hai ragione e capisco la tua stanchezza. Ma non si potrebbe farla addormentare nel lettone e poi il sesso farlo in sala?
    ;))

    • Dunque, sul discorso dei no credo che ci voglia un post a parte, perché l’argomento è complesso. Ti dico solo che non sostengo assolutamente che occorra assecondare sempre i bambini e non dirgli mai di no. Credo solo che spesso si ottenga molto di più con il convincimento subdolo e il lavoro ai fianchi piuttosto che con il no secco. Ma rimando il tutto al prossimo post. Per quanto riguarda il secondo consiglio… provato, ragazza, provato. E per un po’ ha funzionato alla grande. Il problema è che la Bubi ultimamente ha delle specie di sensori, per cui se io mi alzo per andarmene, tempo cinque minuti e lei già sta trotterellando in giro per cercarmi. Deve essere un periodo, non so. Ma finisco per tornare da lei anche cinque, sei volte, prima che si addormenti del tutto. E allora è già arrivata mezzanotte o l’una… e dove la trovi più la passione con le occhiaie fino al mento e la fiatella da sonno?

  2. quando trovi il compromesso…avvisami!!!
    già…peccato che un unico compromesso non sia valido per tutti…..
    insomma…dobbiamo penare!!

  3. La leche league dici, eh.
    Bah.
    Teoricamente l’intento sarebbe anche buono: credo abbiano aiutato molte donne, ma credo anche che ne abbiano scoraggiate e frustrate altrettante. E per quale motivo, poi?
    Non mi piacciono le persone che ad ogni costo mi vogliono convincere che hanno assolutamente ragione loro.

    Poi.
    Amo e credo fortemente nel valore del sì. Non vedo perchè non dovrei credere altrettanto in quello del no.
    La cosa che trovo difficile semmai è qunado scegleire l’uno o l’altro. Quando è il momento di pazientare, e quando quello di essere fermi.

    E soprattutto, non farti troppi sbattimenti di testa, che stai andando alal grande.

    Susibita

  4. Volevo aggiungere anche che il sesso è fantastico pure: sotto la doccia, sul tavolo in cucina (wow), in cantina (un po’ umido), in salotto sul tappeto (più animale) o sul divano (più comodo).
    Certo bisogna rimanere con l’occhio aperto, ma per quello esiste il caffè =D.

    Susibita

  5. Ah, Giulia…quanto mi sei mancata!
    Per fortuna, un attimo prima di crollare in un pozzo di sconforto, autocritica negativa e, peggio!, di critica dei miei pargoli, un angelo buono fa capolino e mi ricorda di visitare il tuo blog…e lì mi colpisce la folgorazione: ma allora succede anche nelle famiglie migliori (sai quanto vi stimi), allora è tutto normale!!! Che tu sia benedetta in eterno!
    Ho letto gli ultimi post venerdì sera ed il week end successivo è stato un successo di pazienza e orgoglio per i miei angeli-diavoletti! …altro che leache league: MammaGiulia for president!
    P.S. non sto neanche a dirti quanto abbia voglia di vedervi…chissà che tra uno sclero e l’altro, mamme lavoratrici e bimbi scolarizzati, ce la facciamo presto!

  6. Che bel blog, mi piace tanto quello che scrivi, mi ci ritrovo in tantissime cose anche se le mie figlie ormai sono grandi.
    Però chi vi ha detto che le donne de La Leche League sono quello che dite voi? Io le conosco bene, sono piene di dubbi, di complessi, di titubanze come tutte noi, come tutte le mamme, e mi fa strano che la loro fama sia questa che state dicendo… E avete mai letto il loro libro “Crescerli con amore”? altro che tutti SI… soltanto dei SI o dei NO dati con rispetto per i figli, per la loro personalità, sempre diversa. E chi non vorrebbe riuscirci? Peccato che l’attività di donne volontarie che si sbattono per sostenere altre donne sia poi rovinata da una fama tanto per sentito dire…
    Ciao ciao

    • Carissima Paola, sono d’accordo e mi dispiace che le mie commentatrici abbiano questa visione distorta delle mamme e delle volontarie della Leche League. Sono donne esattamente come noi, solo che forse hanno quel briciolo di sensibilità in più e di rispetto, come dici tu, per il bambino come persona. Ogni volta che leggo qualcosa di loro non mi sembrano affatto delle fanatiche perfezioniste, anzi.

  7. Vorrei togliermi dalla lista delle mamme critiche sulla leache league (che poi, francamente, io non avevo colto nemmeno negli altri messaggi quando rilevato da Paola)…non ho avuto il piacere di usufruire del LODEVOLISSIMO servizio. Posso solo dire – NON rivolta a loro ma a quanti inneggiano all’allattamento al seno come imprescindibile fattore di salute psico-fisica del pupo e di legame affettivo con la madre – “ogni tanto mollate il colpo, che chi non riesce poi si fa le paturnie!”.
    Per Giulia confermo una laica e imperitura bene-dicenza ;-)…nessuno pensa che il senso di inadeguatezza e di dubbio cresce in maniera esponenziale rispetto alla crescita dei pargoli e purtroppo la competitività di molte mamme (che pare non abbiano a che fare con bambini ma con esserini saggi e posati che io neanche a diciotto anni…) fa spesso sentire ancora più inadeguate…Dovrebbe esistere un vero e proprio servizio pubblico in tal senso…tipo pubblica proiezione di filmati di capricci di figli altrui, anche quelli spacciati per perfetti; sarà sbagliato ma “mal comune mezzo gaudio” funziona eccome!;-)

    • Concordo assolutamente. Con il primo e con il secondo punto.
      Quanto al secondo, pensiamoci. Magari facciamo un nuovo blog con le raccolte del peggio del peggio dei nostri figli (poverini, quanto ci massacreranno quando leggeranno le maledicenze che abbiamo sparato su di loro). Sulla competitività mammesca molto ho scritto in passato. Non la sopporto più. Ora tendo a diventar cattiva.

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