Che dice il signor Camillo?

Immagino e mi auspico che la blogsfera tutta si infiammerà a dovere su questo articolo del mio giornale “preferito”, Libero. E spero non vi stufiate a sentirne ancora da me, soprattutto senza un’adeguata serie di link a proposito. Scusate, son mamma, non ho tempo.

E’ che questo signor Camillo, mi ha fatto veramente incazzare.

Se sapessi dove abita avrei la seria tentazione di rigargli la macchina, sgonfiargli le gomme, sedermi sul cofano della sua auto con tutto il mio peso di bismamma. Ma siccome sono una persona civile e beneducata, e soprattutto siccome non so dove abita, mi limiterò ad una serie di domande.

Perché un giornale nazionale spreca inchiostro per queste tesi da retrogradi?

Perché un signor Camillo qualsiasi ha la faccia tosta di pubblicare un’aberrazione del genere?

Perché la sua rubrica si chiama “libero pensiero” e non “pensiero medievale”?

Lo sapete perché?

Perché questa tesi è sostenuta. Da una buona parte della nostra povera Italia.

Perché è a questo che sta portando tutto lo sgretolamento dei servizi per la prima infanzia e per le mamme. A togliere le donne dai posti di comando. A riportarle dentro casa. Fuori dall’Università. Fuori dai posti di lavoro che contano. Fuori dalle stanze dei bottoni.

Se fate figli, siete fuori.

Ma se non fate figli, siete fuori lo stesso.

Perché tanto non contate un cazzo.

Meno male che c’è chi si incazza sul serio, ai piani alti. Come la ministra Fornero contro la rappresentanza del forum dei giovani arrivata ieri. Non c’era nessuna ragazza tra loro. E lei gli ha fatto una capa tanta.

“Questo è un atteggiamento culturalmente sbagliato, che non porta da nessuna parte”, ha dichiarato.

Ecco.

Adesso scatenatevi.

Per favore.

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12 thoughts on “Che dice il signor Camillo?

  1. Beh tutto l’articolo è alquanto delirante. Complimenti per essere riuscita ad arrivare fino alla fine senza mollare. Ma immagino vada presa come una battuta, un’iperbole, una provocazione a cui nemmeno il signor Camillo crede.
    Se così non fosse signor Camillo necessiterebbe proprio di una sana elettrocuzione!!

    • Che volesse provocare con un’iperbole era evidente. Ma te li vedi i lettori di Libero che sghignazzano approvando? Io me li figuro benissimo. E gli tirerei un bel tir sui denti.

  2. beh, adesso, “giornale nazionale…”
    direi invece giornaluccio del menga, ecco, perchè se scrivo cazzo mi diffamano. Ah, ho scritto cazzo. Vabbè.

  3. Agghiacciante!
    Forse al signor Camillo basterebbe andare nella vicina Inghilterra (non in Africa, non in Tailandia), dove la natalita’ e’ ancora alta. E non perche’ le donne sono piu’ ignoranti che negli altri paesi, ma perche’ c’e’ una condizione lavorativa che permette alle donne di lavorare e avere figli: la maternita’ e’ piu’ corta, meno pagata, ma almento ti consentene quella flessibilta’ (di part time in tutte le forme e salse) che in Italia resta ancora un miraggio.
    Mi sa che non torno eh…

  4. Che dire, Giulia, e si che non era partito male:

    ‘non esiste oggi lavoro più gravoso e meno remunerato anzi, più tartassato’

    parlando proprio del genitore.
    Certo che si perde subito dopo. Concordo sul delirio generale dell’articolo, e se non fosse che qualcuno a leggerlo potrebbe anche interpretarlo alla lettera, lo definirei semplice contenuto da bar, con tutto il rispetto per la fauna (della quale spesso e volentieri faccio parte).
    E ancora, se è vero che le donne più istruite tendono a restar zitelle, una mente ragionevole e nemmeno troppo illuminata sa comprenderne le cause. Forse il Camillo da contratto c’aveva da scrivere… e non ha fatto che cercar di riempir righe.. cosa non si fa per campare..

  5. Sconcertante, non ci resta che riderne, ma intanto lui fa sul serio……….sembra di tornare al medioevo. Come fanno a non capire che siamo la forza del paese e che dovrebbero darci la possibilità di conciliare il tutto?certo già lo facciamo arrangiandoci e facendo salti mortali, forse se ne approfittano perchè pensano che comunque ce la facciamo e non chiediamo, forse dobbiamo farci davvero sentire di più!

  6. Attente, donne, questa piccola parità di cui godete è sempre provvisoria e il rischio della regressione è sempre dietro l’angolo. Ho letto che nella Genova rampante del XIII sec. quando funzionavano migliaia di telai per i caruggi, c’erano donne imprenditrici a iosa, che trattavano con gli uomini assolutamente alla pari, libere e indipendenti. Negli archivi della Repubblica ci sono ancora verbali di atti notarili e di processi e le donne difendevano i loro interessi senza intermediari.
    Sembrerà impossibile, ma dopo la catastrofe berlusconiana dovremmo aver capito che dovete stare sempre all’erta, mobilitate, pronte a riempire le piazze.

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