Voi due

Avete passato un mese e mezzo in tête à tête.

Tu, Bubino, cercando sempre di intrufolarti nei giochi incomprensibili delle bambine grandi. Provando a ridere quando ridevano loro, senza capirne bene il perché. Protestando quando ti lasciavano indietro. Ma, dì la verità. Non ti sei mai sentito veramente escluso.

Tranne una volta.

Solo una.

In cui la Bubi e la sua amichetta Sofia ti hanno fatto capire esplicitamente che volevano giocare da sole. Allora ti sei fermato in mezzo alla stanza con il labbro inferiore in fuori, il tipico tenerissimo broncio che farebbe capitolare qualunque essere vivente nel raggio di dieci metri. Tremando hai detto: “No mi voiono”.

E tu, Bubi, sei intervenuta subito. Come sempre fai quando lo vedi in difficoltà. Quel “cicciottino” di tuo fratello. Se resta indietro, ti fermi ad aspettarlo. Lo abbracci forte. A volte troppo forte. Ma in genere lui non protesta. E ricambia l’abbraccio.

Come l’altro giorno, quando si è svegliato dal pisolino, mezzo stordito e piuttosto incazzoso. Ti sei avvicinata e lui ti ha stretto forte. “Vuoi me, Bubino?” “Sì, Bubi”, ha biascicato lui, con il ciuccio in bocca, chiudendo gli occhi e godendosi le tue carezze.

Avete imparato a giocare insieme.

O meglio, state imparando tuttora.

Tu, Bubino, gli animaletti li spedisci sempre “a scola” o “a lavoae”. Tu, Bubi, lo so, vorresti costruire storie un attimino più originali. Ma ti presti volentieri per qualche scena banalotta delle sue. Come ti adatti a giocare a rincorrersi. Sembra che ti diverta ancora, esattamente come quando avevi due anni. Giocate al mostro, gridando “iuto! ‘iuto” e non si capisce più se è il Bubino che imita te, o se sei tu a imitare lui.

Non potete più fare a meno l’uno dell’altra. Tu, Bubino, la sera puoi anche crollare dal sonno, ma finché non c’è tua sorella non riesci a chiudere occhio. E tu, Bubi, stamattina andando a scuola, mi hai detto: “Ma, Bubino, ti vedrò solo stasera? Che peccato però…”

E io a insistere che avrete tante cose da raccontarvi. Anche tu, Bubino, che proprio oggi hai iniziato il nido. La sera avrai tante cose da raccontare alla tua sorellina grande. Amici nuovi, giochi nuovi. E sicuramente qualche lacrimuccia. Bubi, aiutalo tu, sai? Aiutalo a capire che mamma torna sempre. Che se ne andrà via con un magone di un metro per due, fisso fisso tra la gola e lo stomaco. Non sarà facile neanche per lei.

Ma l’asilo è bello. La scuola è bella.

Come è bello diventare grandi.

Voi due, meravigliosi Bubini. State diventando grandi.

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5 thoughts on “Voi due

  1. Ma è possibile che tu riesca ogni volta a commuovermi?!
    Elisabetta mamma di Viola, tre anni e un po, che sta iniziando di nuovo tutto da capo in un paese diverso, in una lingua diversa e che mi stupisce ogni giorno di piu per la sua consapevolezza e la sua innocenza. ciao!

  2. concordo con elisabetta, mi fai sempre venire il nodo alla gola.
    Che bello quando si rincorrono, il mio grande di solito scappa e la piccola lo rincorre e gli dico: ma non avrai mica paura della pulce?
    e la sera lui le dà un bacio sulla mano, di buona notte e gli dice: fai i sogni belli
    e quando lei lo sveglia, lui la accarezza e non si sveglia mai coi nervi, cosa rara!
    che belli. Grazie che mi fai ricordare tutti i piccoli momenti stupendi.

  3. Questo quadretto così dolce non è casuale. Vorrei gridarlo a tutti quanti sproloquiano sulla naturalità della gelosia e delle rivalità tra fratelli. Dietro c’è un lavoro lungo, paziente, duro. Anche la storia del gesso ne è parte. Il trucco sta nel non togliere spazi al più grande, se no si sentirebbe derubato dal nuovo arrivato.

  4. @ Elisabetta: non dev’essere facile né per te né per lei. Se ti va, raccontami dove sei e come vi state organizzando (magari anche in private)
    @ Anna: prego, prego, è bello condividerli con chi sa apprezzarli
    @ Nonnobabysitter: non è mai finita, non è mai finita, ti ricordi quando a pochi giorni dal parto mi dicevi che avremmo dovuto scrivere un libro? Era l’idillio apparente… quello che ho raccontato nel post qui https://scusatesesonmamma.wordpress.com/2010/06/15/di-gelosia-non-ce-ne-una-sola-la-seconda-fase-idillio-apparente/

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