Notte fuori

“La Bubi non riesce a dormire con il buio completo. Lasciate accesa la luce del bagno, almeno. Ah, ricordatevi di farle fare pipì prima di andare a letto, che certe volte si dimentica.”

“Giulia, andiamo”

“Il Bubino beve il biberon tiepido, mi raccomando t-i-e-p-i-d-o, non bollente.”

“Giulia, è tardi”

“Anche la Bubi vuole un po’ di latte, basta poco, mezza tazza. Sempre tiepido, eh?”

“Giulia…”
“E mandatemi uno squillo, un sms, un segnale di fumo quando si addormentano”

“Giulia!!”

“Tengo il telefono sempre acceso, eh? E ho messo anche la Tachipirina nella borsa, non si sa mai. Vi ho scritto il dosaggio, eh? E’ scritto qui: Bubi 8 millilitri, Bubino 6.”

“Basta, Giulia, dobbiamo andare adesso”

“Aspetta che gli do almeno un bacino”

“ANDIAMO”

Strattonata dal Papais. Infilata a forza nell’ascensore. Con la tipica morsa allo stomaco indice di senso di colpa latente. Mamma Giulia ha cominciato a sentirsi bene solo dopo un doppio spritz.

Decisamente bene.

Aria fresca e leggera. Ultimo sole della sera.

Scenario da piazza nordeuropea. Pedonale. Culturale. Giovane.

Il ghiaccio che si scioglie lento nel bicchiere.

Noi. Senza fretta alcuna.

Nessuno che svariona perché non ha mangiato entro le 19,00. Nessuno che se ne scappa per tutta la piazza. Nessuno che mi macchia i vestiti baciandomi con la bocca di gelato. Nessuno che mi si attacca alle gonne denudandomi vergognosamente davanti al mondo intero.

Solo noi due. E la nostra cena a lume di candela. E il nostro concerto del nostro Capossela.

Mentre sfumano le ultime tracce di alcool, Mamma Giulia viene riposseduta dall’apprensiva che alberga in lei. Ricomincia a guardare incessantemente il cellulare. Una, cinque, dieci volte.

Finché arriva il messaggio: “Bubino 21,30. Bubi mezzanotte meno dieci”.

Assillata da immagini tragiche. Con la Bubi piangente che reclama il “braccino” della mamma. Con Nonnoprof e Nonna Santa esausti ed impotenti. Riflettendo seriamente sull’estrema soluzione, ossia raggiungere nottetempo la casa natia per salvare figlia e nonni dall’infausta nottata. Mamma Giulia crolla all’una e mezza in un sonno agitato, popolato di strani esseri tentacolari e cornuti (sarà stato Vinicio? Sarà stata l’ansia?).

Ore 7,00. Telefonata di Nonna Santa.

“Tutto benissimo. Hanno dormito tutta la notte. Il Bubino tranquillo nel suo lettino. La Bubi, gasatissima, è stata per ore a chiacchierare con il nonno. Ma alla fine è crollata anche lei. Serena e contenta”.

Serena? Contenta?

Già.

Ce la fanno senza di me.

Loro sì.

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10 thoughts on “Notte fuori

  1. Ah bravi i nonni!
    Mi ricordo quando ero in Francia e che una sera sono uscita con delle amiche e che mi sono raccomandata di non mettere Miss M ( all’epoca 3 mesi di età) a letto troppo presto che se no, me la dovevo poppare 3 volte nella notte… Torno a mezzanotte con un bigliettino sul tavolo della cucina:” Miss M. dorme dalle 21:30″….Argh… tanto valeva che aspettavo si svegliasse…. Insomma nulla da fare… Sono crollata dopo un po e Miss M. ha dormito fino alle 8 della mattina quella volta… Ma che potere magico hanno quelle nonne!

  2. eh si, ti capisco, loro ce la fanno, si adattano come niente fosse e se la godono, si divertono ma sotto sotto sotto quando torni sono felici e magari vengono fuori dopo vari giorni con una battutina che ti fa capire che se lo ricordano che non c’eri quella sera a metterli a nanna ma ce l’hanno fatta lo stesso (=
    per noi la prima notte fuori tocca a settembre, per un matrimonio di un’amica fuori città… ci sto già pensando (=

  3. Ho presente come ci si sente, ma da mamma di una bimba di sette anni e mezzo ti dico che hai fatto benissimo ad uscire, che lo puoi fare, anzi lo devi fare! Che i nonni sono una benedizione e adorano stare con i bimbi e i bimbi stanno benissimo con i nonni.
    Fa bene a voi due come coppia, ai bimbi che si abituano a stare anche senza di voi e ai nonni che non si sentono soli..
    Conosco la sensazione di quando chiudi la porta ed esci per poco dalle loro vite, ma esci con il fisico non con la mente..Ho imparato a controllare un pochino quel rompiscatole del senso di colpa, quel terzo incomodo delle poche serate con lui e delle pochissime volte che siamo stati via un po’di più..Si può fare.. Grande serata!

  4. La cosa strana, quando è capitato a me di lasciarli a dormire dai nonni è che, mano a mano che si avvicinava il giorno fatidico io l’attendevo con la stessa smania e trepidazione di quando sei piccolo e attendi il giorno del tuo compleanno…chissà quanto mi diveritrò, chissà come sarà riposante non dover avere l’occhio camaleontico che si volta in mille direzioni per tenere tutto controllato, chissà che emozione fare di nuovo i fidanzatini col Babbo…Chissà! Appunto…chissà! Per quanto mi riguarda ancora non lo so! Comincia con un groppo in gola quando li lascio, poveri inconsapevoli, fino al giorno successivo (“madre ignobile!” mi dice la vocina nella testa); continua con l’ansia del daffare che ho scaricato ai nonni (“figlia ignobile!” aggiunge la vocina); si accresce col fastidio che provo vedendo che il Babbo, contrariamente a me, se la gode un sacco (“moglie ignobile!” rincara la vocina); si conclude con il racconto entusiastico della Bimbola e il sorriso estatico e riposatissimo del Bambolo per la serata fuori dai soliti schemi, che li ha divertiti un sacco: “donna inutile!” conclude la vocina…’sta stronza!

    • Scusate, non è che voglio fare sempre il bastian contrario, ma sono davvero la sola a lasciare il bambino senza sensi di colpa?
      Magù ha 16 mesi e mi è capitato spesso, per lo più a causa di esigenze di lavoro, (purtroppo… ): tipo ceh dobbiamo partire la mattina presto e star via tutto il giorno, quindi lo lasciamo dalla nonna per non sballottarlo.
      Ma ad essere sincera, anche partire per una giornata di divertimento con gli amici..hem…non è che mi farebbe proprio schifo, eh.
      Passiamo tanto tempo assieme, io lo adoro, ci sono cose ceh ci tengo a fare con lui e con al famigliola riunita.
      Ma ogni tanto…esssùùù, eddaiii =D!!!

      susibita

  5. in effetti avete ragione…fa bene a se stessi e alla coppia trovare del tempo per le cose che ci piacciono e in effetti se li amiamo, li seguiamo, giochiamo con loro, i sensi di colpa non dovrebbero esserci, forse è questione di imporsi di voler un pò + bene a noi e non solo a loro. Da poco ho fatto un corso di conta storie per raccontare le storie ai bambini, e il “maestro” del corso diceva che per raccontare non c’è un metodo esatto, ma ognuno deve trovare se stesso e trasmettere ciò che più sa fare meglio e per fare questo ci aveva detto di riscoprire cosa ci piaceva o ci piace fare, le cose per cui ci sentiamo più portati e da lì mi sono accorta di come mi sono un pò annullata per “fare la mamma”, tralasciando le mie cose personali e ritrovarle ha arricchito non solo me ma anche il rapporto coi bambini. Grazie comunque, bello spunto di riflessione e di partenza (=.

  6. Ehi permettetemi di precisare.
    Io sono assolutamente pro-serate fuori, che sia Capossela o karaoke poco importa. Mamma e papà e la loro serenità/felicità/straccio di rapporto di coppia vengono prima di tutto, su questo non ci piove.
    Solo che dovete concedermi delle attenuanti.
    Il Nonnoprof non è il nonno che vede i nipoti solo nel week end. Lui si sciroppa il Bubino tutta la settimana. Non so se rendo.
    In più le due bestiole le conosco. Sono adorabili ma la messa a letto è stata SEMPRE una battaglia, colpa nostra, colpa loro, non so, ci scriverò sopra prima o poi.
    Quindi capirete che passare così allegramente la palla ai miei non è così facile.
    E poi sì. Lo ammetto. Son fuori allenamento.
    Questa è stata la prima notte fuori in tre anni e mezzo.
    Un po’ d’ansia ci stava in pieno.

    • cara giulia, all’asilo mi chiamano mamma ansia (e di figlia ce n’ho solo una…)
      Ergo, hai nel modo più assoluto tutta la mia APPROVAZIONE la mia COMPRENSIONE la mia STIMA e una profusione di EMPATIA, tutto il mio RISPETTO nonchè APPOGGIO pur da città lontana.
      per quanto riguarda la messa a letto, credo di aver fatto dei danni irreparabili praticamente da subito, un giorno ne pagheranno le conseguenze anche i suoi figli, e probabilmente i figli ei suoi figli.
      Inutile dire che persevero nell’errore.
      un bacio grande!

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