Brutta bestia il multitasking

Una volta lo consideravo un pregio. Ora ho cambiato idea.

Consigliano di allattare il proprio bimbo in intimità, meglio in penombra, accarezzandolo teneramente.

Io mi son trovata spesso a sfamare il Bubino in piedi, reggendolo con un braccio, mentre con l’altra mano facevo una torre di Lego o mescolavo la pasta.

Ti dicono che sarebbe meglio guardare la tele insieme ai propri figli.

Io commento Dumbo con i Bubini mentre esco ed entro dalla cucina. Tanto ormai lo so a memoria. Qualche frase azzeccata la imbrocco sempre.

Consigliano di giocare con i propri figli.

Io ci gioco tutti i giorni, ma contemporaneamente svuoto la lavastoviglie, metto a stendere il bucato, ne metto uno nuovo in lavatrice, sistemo vestiti, rifaccio letti, ficco qualcosa di non ben identificato in forno.

Quando si parla con un amico, bisognerebbe prestargli attenzione e guardarlo negli occhi.

Da tre anni a questa parte, ho perfezionato un occhio bionico tipo mosca, che mi permette di parlare con una persona e nello stesso tempo controllare se il Bubino mette in bocca un sasso o rischia una capocciata su uno spigolo vivo.

Riesco a gestire una conversazione al telefono, nonostante le continue interruzioni della Bubi la cui logorrea non si ferma davanti a niente e nessuno.

Riesco a preparare la cena, nonostante il Bubino mi si aggrappi ai pantaloni e voglia assolutamente aiutarmi a rischio ustioni.

Sono diventata talmente efficiente che ormai lavo i Bubini insieme e li metto a letto insieme. Cosa che fino a qualche mese fa mi sembrava impossibile.

Nonostante le indubbie doti da supereroe, il Papais non riesce in queste imprese.

Ne dovrei essere fiera?

No.

Perché il multitasking è un’arma a doppio taglio.

Il Papais fa una cosa alla volta e se la gode.

Io ne faccio dieci insieme e non me ne godo mezza.

La Bubi è davvero una brava bambina. Ma se c’è una cosa che la fa diventare petulante come una zanzara tigre, è quando viene ignorata. Mi segue come un’ombra ripetendo: “Giochiamo, mamma?”. Ed ha ragione. Perché appena comincio un gioco l’abbandono per fare qualcos’altro, pretendendo che prosegua da sola.

Il Papais, diciamolo, è un pezzo di pane ed ha la pazienza di Madre Teresa. Ma se c’è una cosa che lo fa veramente incazzare, è quando faccio finta di ascoltare. Ossia ogni volta che lui cerca di parlarmi e nello stesso momento io seguo con lo sguardo le imprese del Bubino, rispondo ad una richiesta della Bubi, sbuccio mele e lavo piatti. E a lui al massimo riservo un sì-sì con la testa.

Il Bubino è ancora troppo piccolo per lamentarsi di me. Ma penso che non manchi molto.

Il livello massimo di insopportabilità l’ho raggiunto un sabato pomeriggio.

Era da ore che io e una mia amica ci rincorrevamo al telefono, senza riuscire a parlarci. Alla fine il cellulare mi è squillato nel bel mezzo di una gita in carrozza trainata da due simpatici asinelli. Idilliaco e rarissimo momento familiare. Con i Bubini estasiati e deliziati che lanciavano gridolini e salutavano i passanti.

E cosa ha fatto la mamma Giulia multitasking?

Una vera mossa alla Verdone: “No, no, non mi disturbi affatto”.

Ho passato tutti i 15 minuti della gita in carrozza a parlare con la mia amica al telefono. Quando ho messo giù ho percepito il silenzio glaciale intorno a me. E ho capito la gran figura di merda che avevo fatto.

Ecco.

Da oggi in poi l’obiettivo sarà: meno efficiente ma più felice.

Dite che ce la faccio?

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10 thoughts on “Brutta bestia il multitasking

  1. il problema sono i telefonini, che suonano SEMPRE nel momento meno opportuno. Tipo quando devi pagare al supermercato con coda dietro, bimba in bilico sul carrello e borse da riempire (almeno 3). Oppure con pioggia scrosciante, bimba urlante costretta su passeggino, ombrello scoperchiato da improvvisa raffica di vento in fase attraversamento strisce pedonali con omino diventato giallo, il telefono, stai sicura, suona, e da dove chiamano c’è il sole.
    Continuo a pensare al multitasking come a una dote, e necessaria (che sto ancora cercando personalmente di affinare). Abbiamo ceduto da troppo tempo al fascino del telefono a portata di mano, troppo a lungo vittime del gettone in mano in cerca di una cabina funzionante. Sfido chiunque quando si rende conto, ad una distanza accettabile dal portone di casa, di avere dimenticato il telefono sul tavolo, a non tornare indietro a prenderlo..

  2. tempo fa ho letto un articolo medico sul multitasking che dà l’imprssione di poter fare + cose in modo efficiente e ijvece il livello di concentrazione è basso e si rischia di fare errori… a parte questo è vero che si sviluppano doti da supereroi, a volte, anzi spesso ci ricasco, ma mi sono ripromessa che quando gioco con i miei figli, gioco e basta, poi quando sto facendo le altre cose magari mentre non volgiono la mia attenzione, allora ne approfitto per caricare lavastviglie, lavatrice, pettinarmi, lavarmi i denti, riordinare, spazzare per terra e magari fare due chiacchiere con mio marito (= (no scherzo!). Se no hai ragione tu, non ce li godiamo e non è giudto e piuttosto lascio la casa sporca e disordinata! e il cellulare? non rispondo se sto facendo altro, soprattutto giocare con loro o parlare con loro, se no 1. non si sentono scoltati e non posso pretendere che ascoltino me e 2. li abituo a fare mille cose in contemporanea e non mi piace, forse viviamo troppo in fretta e loro ci guardano e ci imitano e non mi piace che diventino come noi, tutti concentarti sul fare fare fare, dobbiamo imporcelo: relax, magari anche arrivare alla noia, ma poi quando ci si annoia si trova fuori qualcosa di divertente da fare, e se no gioco delle pulizie di casa, chi la scopa, chi i vestiti, ci si mette il quadruplo di tempo ma lo si è fatto insieme. E comunque tra il dire e il fare… me lo devo ripetere se no ricasco nella spirale (=

  3. essere multitasking per me è ancora un miraggio…..
    ma chissà forse è meglio così?
    il fatto certo è che arrivo stremata a sera….anche se cerco di far partecipare il nanetto alle attività di casa…apparecchiare, lavare i piatti…però quando vuole giocare e mi viene a prendere per mano…come fai a rifiutarti???
    come fai a non farti coinvolgere corpo anima e cervello???…..
    ed è lì che dimentico tutto il resto e il multitasking si va a far benedire….

    bentornata…da quanto tempo…

  4. Come ti capisco, l’aiutante cuoco a rischio ustione ce l’ho anch’io…le telefonate adesso cerco di evitarle perchè mio figlio vuole parlare sempre anche lui e per ovvi motivi non sempre è possibile:-)

  5. brutta bestia il multitasking, ma non possiamo fare a meno di essere così. io almeno non ce la faccio.
    vado in ufficio, faccio torte per la festa della scuola materna, prendo un permesso e vado alla festa della scuola con torta appresso, dopo passo in cartoleria per comprare il materiale dei bigliettini delle maestre delle elementari, vado a danza, torno, faccio il bigliettino. nel frattempo faccio un’altra torta. poi mando gli inviti per la gita in campagna, distribuisco compiti, commissiono regali, faccio il saggio di danza, rispondo a tutti gli sms del mondo, compro due regali per altre due feste di lunedi, mi metto d’accordo su chi va a prendere chi all’oratorio. questo solo lo scorso week end.
    e il marito? fa la spesa, va al mercato, tiene i piccoli, carica la macchina, butta la pasta. direi che non mi posso lamentare. ma ieri alla gita in campagna ci siamo dimenticati la piscinetta gonfiabile. era colpa sua ma non l’ha ammesso. che devo fare? per fortuna il tempo non era così caldo come in altri giugni ed è andata bene lo stesso.
    ma è vero che la forza delle mamme è il multitasking. e quando sono proprio ko mi stendo sul lettone e dico a miei figli di venire a giocare vicino a me. così anche io mi riposo un po’.

  6. A me non è che sta cosa del multitasking non mi convince.
    E’ ceh mi sta sul culo, è diverso.
    Perchè con quella abbiamo la scusa per fare tutto noi, e gli altri hanno la giustificazione per lascarcelo fare.
    E comunque anch’io comincio a nutrire seri dubbi sulla qualità finale.

    Susibita

    p.s. non crucciarti trppo per la telefonata. ok, hai sbagliato, è vero. Te lo dico perchè l’ho fatto anch’io. Adesso raccogli i pensieri e ripeti con me: IO POSSO IMPARARE A DIRE DI NO. IO POSSO IMPARARE A DI RE “Sì, DISTURBI. SONO IN CALESSE CON LE PERSONE CHE AMO, NON ROMPETEMI I MARONI. GRAZIE.”

  7. Ce la si fa, sì…però bisogna avere lo “stomaco” di vedere la casa ridotta a un ce**o (e di stomaco ho scoperto di averne fin troppo ;-)) e saper rinviare gli impegni lavorativi sapendo che essi ti assaliranno tutti insieme come belve assetate del tuo sangue .

    Quest’ultimo punto me lo sono imposto di recente: mi strappava il cuore constatare che, causa pressing lavorativo, non riuscivo a portare pazienza con la Bimbola in fase capricciosisssima e che la frase ricorrente era “beh, adesso devo tornare al lavoro e di quello che vuoi ne riparliamo stasera (tra una lavatrice e una lavastoviglie, n.d.a.)”, con risultato di frustrazione reciproca.

    Potendomi gestire gli orari lavorativi, l’altro giorno ho deciso di rinviare la ripresa pomeridiana solo dopo avere adempiuto ai miei compiti di “mamma-migliore”: mettere a letto la creatura dribblando strilli e capricci con una calma gandhiana e nessun occhio all’orologio, modalità che tanta sicurezza infonde nella prole (così dicono).

    Dunque comincia:

    strepiti e strilli mai uditi da orecchio umano (non genitoriale, s’intende)…e l’orologio corre;
    …ma io sono una mamma-migliore, non guardo l’ora e dico frasi dolci con voce suadente

    calci e rotolamenti giù dal letto…e l’orologio corre;
    …ma io sono una mamma-migliore, non guardo l’ora e replico con proposte di carezze e coccole

    esasperazione fanciullesca di fronte a placidità mammesca…e l’orologio corre;
    …ma io sono una mamma-migliore, non guardo l’ora e comincio a cantare canzoncine tenerelle

    poi, l’ultimo, altissimo, piagnucoloso, “canto del cigno”;
    …quindi la quiete
    …l’orologio si ferma
    …la mamma-migliore, contro le sue stesse aspettative, ce l’ha fatta: è rimasta lì, dolce e affettuosa, mettendo da parte ogni altro impegno che fare sentire COMUNQUE amata, COMUNQUE compresa anche nel capriccio, COMUNQUE al primo posto, la sua Bimbola adorata tramutata per l’occasione in bertuccia ululante.

    Infine, l’epilogo che ogni mamma-migliore attende: il riscontro affettuosissimo e sbaciucchiante a tanta abnegazione:

    Bimbola (sommessamente): …sniff-sniff…Mamma..?

    Mamma (dolce e soddisfatta): Dimmi, stella…

    Bimbola (esasperata):…vai a lavorare!

  8. Scusate il vergognoso ritardo con cui rispondo ai commenti. Son giornate pesanti, e so che mi capite.
    @ Foggyland: ho sempre avuto un pessimo rapporto con i telefoni. Da quando ho i Bubini è diventato orribile.
    @ Anna: bravissima, è proprio quello che vorrei fare io, salvo ricadute ovviamente
    @ Valentina: se già sei nella spirale adesso, figurati dopo… ‘iuto…
    @ Geng: sto cercando di arginare l’aiuto cuoco facendogli mescolare la pasta cruda in una pentola, seduto ai miei piedi. Certe volte funziona. Ovviamente la cucina si trasforma in un tappeto scricchiolante di resti di pasta schiacciati. Ma funziona.
    @ Clara: son convinta che ci freghiamo da sole in questo modo (vedi commento di Susibita)
    @ Susibita: ha iniziato a stare sul culo anche a me, ed è proprio questo il motivo del post. E’ una fregatura. E la qualità finale del tempo che si passa assieme è pessima. Approvo anche la risposta al cell. Ti farò sapere 😉
    @ Chiara: fantastico racconto, mi sono scompisciata, giuro!! la tua stellina è davvero fortunata

  9. Pingback: Svolta estiva « Scusate se son mamma

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