I Bubini vanno in piscina

Forse qualcuno ricorderà di quando un anno orsono raccontavo del mio totale insuccesso nel trasferire alla Bubi il mio amore per l’acqua (se volete, il post lo trovate qui).

Non paga del fallimento di allora, la mia testardaggine unita alla solita dose di masochismo mi ha portato a investire tutti i sabati degli ultimi mesi in una sorta di maratona natatoria.

Ore 10,00 in piscina con la Bubi.

Ore 16,00 in piscina con il Bubino.

Voi direte: sembra una cosa fattibilissima.

Lo stesso ho pensato io al momento dell’iscrizione.

In realtà il sabato si è trasformato per me in un’impresa organizzativa degna delle migliori multitasking moms. Cosa per la quale non sono evidentemente portata, visto che arrivavo a sera in stato comatoso, incapace di reggere oltre le 21,15. Con il povero Papais che magari avrebbe approfittato del sabato sera per uscire o fare due chiacchiere. E con tutte quelle incombenze che di solito riempiono la giornata festiva – leggi spesa, stiro, lavatrici – che finivano per accumularsi minacciose per i giorni a venire.

All’inizio tutto questo impegno sembrava assolutamente sproporzionato rispetto ai risultati.

Appena apriva gli occhi al mattino, la Bubi partiva con la tiritera del “nonvollioandareinpissina” e ce la metteva tutta per allungare i tempi e arrivare in ritardo. Il pomeriggio, per essere in piscina alle 16, dovevo svegliare il Bubino anche quando non aveva dormito abbastanza. Cosa che lo rendeva piuttosto incazzoso/piagnucoloso/capriccioso sia in acqua che fuori. Fino a sera. Anziché ringraziare la loro super-mamma per la meravigliosa esperienza che gli stava regalando, i Bubini sembravano non apprezzarla affatto. Anzi.

Io, lo ammetto, ho pensato più volte: “ma chi me l’ha fatto fare, fanculo, mollo tutto”.

Eppure – e qui, cari lettori, mi merito un pat-pat sulla spalla – eppure ho tenuto duro.

Ho affinato le mie doti di negoziazione e persuasione con la Bubi. Le ho riempito la testa di racconti di quando ero piccola e avevo paura dell’acqua come lei. Le ho fatto notare quanto stava migliorando dalle prime volte. Che sapeva mettere il mento, la bocca e infine tutta la testa sotto. Il tutto condito da una maestra di nuoto decisamente fuori dal comune. Materna e decisa al tempo stesso. E da compagne di corso particolarmente simpatiche con cui la Bubi ha legato da subito.

Con il Bubino ho cercato di regolare a cronometro i tempi del pisolino. In modo da farlo arrivare in acqua ben riposato. Ha iniziato a divertirsi sul serio. A buttarsi dallo scivolo anche 5 volte di fila. A finire a testa sotto senza fiatare. A ridere anche se beveva.

E’ stata una grande lezione di vita. Per loro e per me.

Magari non diventeranno dei provetti nuotatori. Però questa esperienza gli sta insegnando che per ottenere risultati ci vuole pazienza. Che non bisogna mollare alla prima difficoltà. Che si può giudicare qualcosa solo quando la si è vissuta fino in fondo.

Credetemi, non è cosa da poco.

Annunci

10 thoughts on “I Bubini vanno in piscina

  1. anche noi andiamo al sabato in piscina. ma almeno li abbiamo piazzati entrambi allo stesso orario (chiaramente 2 livelli diversi). Paolo ancora oggi dopo 2 anni d babygenitore e 1 anno “da solo” senza la mamma in acqua, arriva alla piscina e dice ‘io non volevo venire’ (commento della mamma: eh, purtroppo ormai siamo qui…te tocca!!) Ma poi entra in acqua, nuota, gioca e si diverte. esce dalla piscina e dice ‘io non volevo venire’ (commento della mamma: eh, ormai ci sei stato, che ti lamenti?) ed è ormai mesi che va avanti così.

    Sappi che la mamma comunque continuerà ad iscriverti, quindi mettiti il cuore in pace chè finchè non impari a nuotare da solo in modo decente, in piscina ci veniamo!!!

    Franzbello invece non si è mai lamentato, ma i suoi ormai 7 sabati di piscina (compie 8 anni tra poche settimane) non è che abbiano reso granchè. Diciamo che quest’anno hanno imparato dorso e stile, ma i grandi nuotatori sono altri.

    Continuiamo imperterriti a essere i benefattori della piscina!!!

  2. @ Valentina: grazie carissima, grande parola “educare”, non ci avevo mai riflettuto prima di avere figli.
    @ Marianna: taaaaaaaaaaaaanta pazienza, taaaaaaaaaaaaaaaaaanta costanza… e due maroni così 🙂
    @ Susi: Mah, non ti credo! avresti tenuto duro anche tu, ti conosco, anzi no, ma è come se ti conoscessi
    @ Marta: grazie, anche un po’ masochista!
    @ Clara: bentornata! leggo che anche tu sei una bella testa dura, ma dici che prima o poi gli piace? i miei genitori hanno insistito parecchio anche con me, soprattutto per motivi di salute, perché ero asmatica e la piscina era un aerosol naturale. Hanno insistito al punto che sono diventata agonista e ora non posso vivere senza l’acqua… Ora non vorrei arrivarci anch’io, eh? ma almeno che gli piaccia un po’…

  3. Ciao a tutte, io ho il problema acquatico con il mio cucciolo che ora ha 28 mesi. Avevamo fatto il corso quando aveva 4 mesi, poche lezioni, ma per nulla tramumatiche. L’estate dei suoi 8 mesi riuscivamo a metterlo in acqua e in piscina senza alcun problema. Avevamo invece il problema del sonnellino, che all’epoca faceva solo rigorosamente nel suo lettino.. quindi l’estate ce la siamo goduta cosi’ e cosi’. Ma pensavo:l’estate prossima mi rifaccio! Poi ha iniziato l’asilo a settembre e ho pensato che se non volevo andarmele a cercare con il lanternino, era meglio evitare la piscina perche’ gia’ all’asilo ti si ammalano sempre. L’estate successiva, dei suoi 18 mesi, bella fiera ho preso in affitto la cabina per l’intera stagione (io abito a Genova, adoro il mare e per me non andarci tutti i giorni almeno mezza giornata e’ inconcepibile). Sapete quante volte ci sono andata in 4 mesi? 5 o 6 … e riuscivo a resistere al massimo un ora e mezza. In questa ora e mezza: mi ripeteva ogni 5 minuti di andare via (ha iniziato a parlare presto, era chiarissimo: MAMMA ANDIAMO VIA), giocava 5 minuti con il secchiello, poi mi diceva che aveva fame, che aveva sete. Voleva passeggiare nella spiaggia e voleva che lo accompagnassi (non camminava benissimo e le pietre lo ostacolavano), poi voleva il gelato, poi voleva venire in braccio, poi voleva il ciuccio, ecc ecc. Mi guardavano tutti.. in quell’ora e mezza. Ovunque mi girassi, c’erano bambini “immobili” con paletta e secchiello che non fiatavano. E quando tentavo di avvicinarmi all’acqua, gridava come un aquila, scoppiava in crisi isteriche: NO NO NO .. VIA .. VIA.. VIA.. Insomma per non farmi un pianto al giorno (io), lo dovevo portare altrove e non al mare, tipo ai giardini e ai parchi. Ecco dove mi sono passata l’estate, ai giardini sotto casa. Ho pensato: l’anno prossimo che e’ piu grande, andra’ meglio. L’estate sta iniziando ora.. ma i presupposti non mi sembrano buoni… siamo stati in spiagga vestiti e la prima ondina che arriva vicino, chiede di andare via… cosi’ sono gia’ depressa prima che l’estate inizi ufficialmente. La verita’ e’ che lui al mare appare annoiarsi, dopo 5 minuti di paletta e secchiello non ne ha piu’ voglia. E io lo capisco, perche’ il 90% del diverimento al mare e’ dato dai bagni in acqua… solo che se lui ha paura non c’e’ trippa per gatti. Non me la sento di passarne un altra come l’anno scorso.. HELP

    • Carissima Valeria (già cominciando così mi sembra di essere la Tata Lucia della situazione aahahahah!),
      la tua storia mi suona come un film già visto. L’anno scorso abbiamo passato due mesi, dico DUE, al mare “perché fa tanto bene ai bambini”. Ci sono stati momenti di grossa difficoltà perché la Bubi non voleva nemmeno uscire dall’appartamento certi giorni (40 gradi dentro casa, ndr). In spiaggia non camminava perché diceva che le scottava i piedini. In acqua non andava perché le faceva paura. Guardavo con invidia malevola le altre mamme con bambini super acquatici che non facevano una piega nemmeno a mezzogiorno. Ero arrivata alla conclusione che non si poteva obbligarla ad amare il mare, magari le piaceva la montagna, o la collina, o diosacosa, non è mica obbligatorio che a tutti piaccia il mare. E mentre continuavo a ripetermi queste cose, magicamente qualcosa è cambiato. E sai cosa è stato? L’amicizia con altri bambini. Se trovava la compagnia giusta, era fatta. La Bubi poteva stare delle ore in spiaggia senza nemmeno accorgersi del passare del tempo. E quindi, cara Valeria, questo ti consiglio. Portati al mare l’amichetto suo! Meglio se è uno a cui l’acqua piace così magari per emulazione anche il tuo sarà più propenso a provare. Raccontami come va!

      • Grazie per i consigli e le parole di conforto. In effetti mi basta pensare che molte cose hanno funzionato per “emulazione”. Dal mangiare all’asilo cose che a casa non mangia… al mettere le ciabatte ai piedi quando siamo nelle docce da qualche parte…al lavarsi i denti al primo richiamo invece che al centesimo (in compagnia e’ piu’ bello).. all’addormentarsi al parco sotto un albero – perche’ li’ era difficile trovare un lettino uguale a quello di casa….. Insomma forse potrebbe funzionare anche in questo caso, provero’ sicuramente e ti faro’ sapere!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...