Bella questa

Nel blog di Federica ho trovato questa frase.

E’ talmente bella che ve la regalo.

Dite: è faticoso frequentare bambini. Avete ragione.
Poi aggiungete: bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto. Non è questo che più stanca. É piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.
Janusz Korczack

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10 thoughts on “Bella questa

  1. che frasona…..a volte siamo proprio noi a non essere in grado…troppo imbrigliati, nell’orgoglio, nell’essere superiori, nel voler avere l’ultima parola, nel voler comandare …..ecc.eccc…

    ps:passi dal mio blog?c’è qualcosa per te.
    un abbraccio

  2. penso che questa cosa dell’emotività amplificata dagli ormoni non passerà mai. Son sempre qui, magone dopo magone, che mi viene sempre un brivido e mi tocca di deglutire…

  3. Nonno babysitter va bene, ma con i piedi per terra. Se facciamo poesia allora quelle di Janusz Korczack sono proprio belle parole.
    Io però mi sono chiesto molte volte perché perdiamo la testa per questi nostri bambini, io per primo. Darwin è sempre il primo che mi viene in mente. I bambini hanno stampato nel loro DNA che hanno bisogno degli adulti e hanno elaborato di generazione in generazione strategie di accalappiamento di attenzioni che sono infallibili, con gli umani normali; lo stesso fenomeno ha condizionato anche noi adulti. Ho letto che le nostre antenate hanno addomesticato i nostri antenati maschi selezionando l'”impollinatore” tra chi era più disponibile a cooperare nell’allevamento della prole. E questo impegno ci dà anche piacere, se no non si spiegherebbe perché una coppia felice dovrebbe complicarsi la vita mettendo al mondo i figli. Anche così l’homo sapiens sapiens ha vinto la scommessa della sopravvivenza.
    Penso però che ci sia un’altro aspetto, più complicato, nel fascino dei bimbi. Loro sono umani senza complicazioni, senza sovrastrutture ideologiche. Lo vedi subito perché sono trasparenti. NB: essere umani vuol dire essere buoni, gentili, generosi; i nazisti credevano di difendere la specie dalla degenerazione del buonismo che faceva sopravvivere i “meno adatti”, mentre invece se avessero vinto ci avrebbero fatti regredire, perché ci avrebbero resi meno umani. Noi ci riconosciamo in questa umanità. In fondo anche noi siamo umani-buoni e quando ci comportiamo in modo umano ci pare di stare più bene.
    Poi c’è la speranza, che nei nostri bambini è ancora intatta, perché nessuna esperienza negativa l’ha ancora smentita. La speranza fa bene anche a noi.
    Le altre cose sono più scontate. Penso alla meraviglia, allo stupore; per loro un tramonto, un temporale, un fiore, una lucciola, una formica, un autobus … tutto è motivo di intensa meraviglia, mentre noi conosciamo la noia.
    E penso alla insaziabile fame di scoprire l’ignoto, di sfidare i propri limiti.
    Tutto questo ci fa ammirare i bambini, ma senza dimentica che il cammino verso la consapevolezza piena sarà ancora lungo. e non finirà mai.

    • “Ho letto che le nostre antenate hanno addomesticato i nostri antenati maschi selezionando l’”impollinatore” tra chi era più disponibile a cooperare nell’allevamento della prole. ”

      Cazzarola, ho decisamente toppato l’impollinatore.

      Susibita

      • Sei troppo forte.
        Il confronto però dovresti farlo col maschio alfa dei branchi di scimpanzè. Quando invecchia e viene deposto, i suoi cuccioli vengono tutti eliminati.
        Andrebbe meglio la strategia elaborata dalle femmine bonobo. Per eliminare l’infanticidio impediscono ai maschi di capire chi sia figlio proprio e chi no: sono la specie che ha l’attività sessuale più intensa.

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