Anniversario, un anno dopo

Visto come è andata l’anno scorso, sono destinata a passare degli anniversari – diciamo – memorabili.

Eccovi il racconto del nostro quarto anniversario di matrimonio.

Sola a casa. Il Papais fa tardi stasera. Rientro dal parco alle 18. In tempo utile per fare un bagnetto ai Bubini e preparare la cena in discreta tranquillità. Avverto quella rara e piacevole sensazione di organizzazione e di efficienza svizzera, mentre mi godo le loro risate e i loro spruzzi e preparo i pigiamini puliti.

Ma è destinata a durare poco.

Mentre li asciugo mi accorgo di aver dimenticato il pannolino per il Bubino.

Esco dal bagno con lui in braccio e mi chiudo la porta alle spalle, perché la Bubi non senta freddo.

Cerco di rientrare.

Non si apre.

Si è chiusa.

Dall’interno.

Con la Bubi dentro.

Sento il sangue salire alle tempie.

“Mamma! Mamma! MAMMMMAAA!”

“Bubi, stai tranquilla. Ora la mamma ti apre”.

“SONO CHIUSA QUIIIIIIIIIII, BUAAAAAAAAAAA!”

Appoggio il Bubino per terra.

Si piscia sotto due volte. Scivola sulla pozzanghera. Piange anche lui.

Bubi: “UAAAAAAUUAAAAA”

Bubino: “UAAAAUUAUUAAA”

La testa mi pulsa.

Mi sforzo di pensare lucidamente.

La porta è scorrevole. Ha un kaiser di lucchetto strambo che la Bubi non è capace di girare.

Chiamo il Papais.

Non risponde.

“Bubi, la mamma è forte, vero? La mamma risolve tutti i problemi, vero? La mamma ti tira fuori.”

Continuo a ripeterle così. Certa e sicura che lo sto facendo per tranquillizzare più me stessa che lei.

Penso a scenari improbabili con pompieri, scale mobili, mamme acrobate che si calano dal terrazzo.

Poi tiro fuori un molto più banale cacciavite.

Il Bubino continua a piangere.

La Bubi continua a piangere.

Smonto l’intero pezzo della serratura. Non basta. Faccio leva con il cacciavite. Sradico fisicamente il pezzo che blocca la porta. Che finalmente si apre.

La Bubi è rannicchiata in un angolo. Mezza nuda e ancora bagnata. Tremante di freddo e di paura.

L’abbraccio fortissimo e le dico: “La mamma ce l’ha fatta.”

Più tardi mentre mangiamo sereni noi tre insieme.

E dopo cena, mentre pulisco i resti di una fugace cacarella (povera Bubi, deve aver preso un freddo cane, seduta su quelle piastrelle gelide).

E ancora più tardi, mentre torna a casa il Papais con il mazzo di fiori d’ordinanza. E mi fa notare che sarebbe bastata una moneta per girare la serratura dall’esterno. Senza sradicarla.

E mentre avverto, fortissima, quell’inequivocabile sensazione di imbecillità.

In mezzo a tutto questo penso che per i Bubini potrei davvero fare qualsiasi cosa. Se fossero in pericolo, potrei scalare montagne. Correre per chilometri. Sfidare il freddo, la fame, la sete. Giuro. Quella porta l’avrei distrutta a calci se non fossi riuscita ad aprirla col cacciavite.

Pensate quanto scema mi sarei sentita allora.

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8 thoughts on “Anniversario, un anno dopo

  1. In questi momenti essere lucidi è difficile, sei stata già abbastanza brava a non sfasciare tutto! A volte mio figlio mi chiude fuori dal bagno e questa scena me l’ero già immaginata con angoscia…la porta però è rigorosamente senza chiave, a meno che non riesca a spostare la lavatrice non dovrebbe accadere nulla…speriamo:-)

  2. La maledizione dell’anniversario, ne sappiamo qualcosa anche noi, quello di quest’anno resta tra le giornate più nere della stagione, e l’anno precedente non era andata meglio, però da noi non è stata scassinata ancora nessuna porta. Ne abbiamo una grande a vetri però, mai dire mai. Auguroni a te e a Papais per l’anniversario, scegliete un giorno promettente a caso per festeggiare!!

  3. Complimenti sei stata lucida efficiente e anche veloce!
    Pazienza se poi si poteva fare solo con una monetina! Immagino lo stress a sentirli entrambi piangere…

  4. @ Geng: le precauzioni che prendiamo non servono a niente di fronte all’imbecillità (infatti la chiusura della porta – ho scoperto dopo – è stata tutta opera mia)
    @ Anna: ehehehe, piangevi dal ridere o ridevi dal tanto piangere? 😉
    @ Marius: a questo punto mi devi scrivere un post con le vostre (dis)avventure, te la senti?
    @ Marianna: data già passata, tutto ok?
    @ Tris: grazie del lucida e anche del (d)efficiente 😉

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