Storie di latte e di fortuna

Sono convinta che allattare dipenda dalla fortuna, ma dalla fortuna di incontrare le persone giuste al momento giusto.

Con la Bubi l’ho avuta, questa fortuna.

Dopo che le infermiere mi avevano torturato per giorni i capezzoli nel vano tentativo di attaccare la recalcitrante creatura. Dopo che perfino il tocco della camicia da notte sul seno mi faceva saltare dal dolore. Dopo che ho visto il sangue uscire dalla bocca della mia Bubi (il sangue, sì, come dalla bocca di un piccolo vampiro affamato). Dopo aver stramaledetto tutte le mamme che vedevo allattare con gioia e piacere. Dopo le ore passate sul tiralatte invece di dormire (che ricordi quella macchina infernale, quel rumore diabolico nel silenzio della notte). Dopo le lacrime versate davanti al pediatra al quale avevo affidato la mia bambina, dimagrita e urlante. Dopo i biberon di latte artificiale, che finalmente mi sembravano la salvezza.

Dopo tutto questo ho incontrato Alba e Sara, due volontarie del gruppo di auto-aiuto per le mamme in allattamento. Le persone giuste al momento giusto. Non mi hanno proposto regole, dogmi, capitoli da leggere. Senza fanatismi e con infinita dolcezza, mi hanno dato consigli pratici. Pratici, accidenti, perché è di questo che si ha bisogno quando non si sa nemmeno come vestirla, la creatura.

Ho iniziato a indossare le coppette rigide (tipo queste). Sembravo la moglie di Mazinga, ma mi davano tanto sollievo. Ho ricominciato ad attaccare la Bubi, rigorosamente prima del biberon. Ma non per un’ora, come facevo prima. 20 minuti da una parte e 20 dall’altra. Ho iniziato a fidarmi del mio istinto, a capire quanto biberon proporle dopo la poppata o se non proporglielo affatto. Ho letto testimonianze e consigli di altre mamme, soprattutto da La Leche League. E mi sono convinta che forse ce la potevo fare anche io.

Morale. Compiuti i tre mesi la Bubi era allattata esclusivamente al seno. Non mi sono privata dell’immenso piacere di crescere la mia bimba con il mio latte.

Non finirò mai di ringraziarle, Alba e Sara.

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8 thoughts on “Storie di latte e di fortuna

  1. vero vero vero.

    Io avevo cosi tanto latte che vivevo nell’ingorgo perpetuo! e una nanetta microscopica che dopo 10 minuti si addormentava ( e dopo 15 era sveglai e urlante…) e tutti mi davano consigli contrastanti, aggiungo che vivo in un paese straniero e la mia famiglia è lontana!

    fino a che disperata mi ero quasi arresa al biberon… ma alla fine il mio raviolino primavera si è deciso a ciucciare e io ho deciso di fare quello che volevo: allattare quando e dove mi pare, per il tempo che mi pare (si anche ore cosi intanto dormo) e non rispettare gli intervalli conisgliati (fate aspettare voi una creaturina urlante e suadata per due ore e mezzo…)! e tutto è andato per il meglio! cosi la mia pulcina si è ciucciata la sua tetta!

    ma quanto avrei voluto avere per i primi due mesi qualcuno di veramente esperto e sperimentato che mi dicesse:FAI QUELLO CHE VUOI!NON SBAGLI!

    • Parole sante.
      Non c’è niente di più valido che l’istinto di una mamma. Nel nostro caso abbiamo dovuto imparare ad ascoltarlo e alla fine è andata bene.
      Adesso con il secondo Bubino è stato molto più facile fidarmi delle mie sensazioni. Nel suo secondo giorno di vita, il Patato è stato praticamente 24 ore attaccato alla tetta, appena si staccava piangeva. E varie persone intorno a me mi martellavano con cavolate del tipo: “Avrà le coliche. Si è già viziato. Non esagerare. Dopo vomita”. Mi tappavo le orecchie. Sapevo che più lui ciucciava più il latte sarebbe arrivato. E così è stato.

  2. Ciao, sono al 6° mese e piena di ottimismo (il secondo trimestre è un periodo fantastico!). Ma confesso che l’allattamento mi agita un po’, preoccupazione che mi viene confermata anche dai vostri commenti. Ma è possibile evitare un’eccessiva infiammazione del capezzolo? Serve l’applicazione dell’olio di mandorla già da ora? Cosa mi consigliate?
    Vivo a Berlino e qui il sistema sanitario è un po’ diverso prevedendo una maggiore assistenza alle mamme. C’è la Beleghebamme, ovvero l’ ostetrica libera professionista. L’ostetrica segue la futura mamma già dalla 30° settimana, sarà presente durante il parto e durante le prime settimane dopo il parto visita almeno una volta al giorno, e se necessario anche fino alla fine dell’allattamento, mamma e bimbo. Confido tanto in questa figura. Buona giornata! 🙂

    • Verifica che la tua ostetrica non sia una tettalebana, cioè che sostenga l’allattamento al seno ma senza essere eccessivamente fanatica. Conosco mamme che allattano di giorno, ma di sera danno il biberon, per esempio, per dormire di più la notte. Ogni storia è a sé, non mi sentirei mai di colpevolizzare una mamma per le sue scelte. Una cosa è sostenere, l’altra è mortificare. Per la preparazione ai capezzoli… mah, dite la vostra, secondo me non serve granché.

  3. mhm franci, l olio di mandorle va bene ma non quando inizia ad allattare perchè puo dare allergie al pupo, sai cos ati consiglio (stra caro ma ne basta pochissimo e funziona) l’olio vea. visto che abiti a berlino magari lo trovi in internet (io l ho comprato la).
    approvo Giulia, trova qualcuno di equilibrato e piu’ che esasperarti di rassicuri! Vai tranquilla tutto va come deve andare e se non va, chissenefrega siamo nel 21 secolo il latte artificiale va benissimo!

  4. Pingback: Storie di latte di primo pelo (parte I) « Scusate se son mamma

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