Anniversario

Non che ci aspettassimo grandi cose, con due figli piccoli. Ma neanche questa memorabile serata di passione.

Ore 20.00. La Bubi accusa già segnali della ben nota “Sindrome da Stanchezza Eccessiva”, detta anche “Capriccio Ribelle”. I sintomi sono chiaramente identificabili:

  1. Mancanza di appetito selettiva: qualsiasi cosa è “non lo vollio”, a meno che non si venga imboccati seduti sul divano davanti ad un cartone e a meno che non appartenga alla categoria gelati/dolci/cioccolato.
  2. Rifiuto aprioristico di qualsiasi proposta proveniente da un genitore: qualsiasi invito riceve un secco “no”. Il contenuto della proposta è totalmente ininfluente. Fosse anche “andiamo in sala giochi?”, lei risponderebbe “no”. Comunque.
  3. Reazione totalmente incontrollata al solo pronunciare le parole “nanna”, “dormire”, “cameretta”, “lettino”. Sembra impossibile, ma più i bambini sono stanchi e più non vogliono andare a dormire. Chi può, questa me la spieghi per favore.

Ore 21.30. Dopo aver lottato duramente per addormentare il Patato, che respira male e russa sonoramente, riesco a convincere la Bubi a salire. Ma la preparazione per la nanna, che potrebbe durare 5 minuti netti, finisce per diventare un’odissea. Dentini? No. Pigiamino? No. Pannolino? Nooooooooooo. Finisco per lavarle i denti tenendola in braccio, completamente nuda e urlante. La pazza vorrebbe restare così tutta la notte.

Decido di forzare un po’ le cose e le infilo il body. La Bubi si trasforma in una creatura a metà tra la Linda Blair de “L’Esorcista” e il vulcano Eyjafjallajökul. L’indemoniata mi picchia, erutta vomito, raggiunge decibel difficilmente sopportabili da qualunque orecchio umano.

E quindi sveglia il Patato. Interviene il Papais, mentre pulisco i residui dell’eruzione. Miracolosamente la Bubi accenna un “sì” ad una tazza di latte e miele. Ne beve metà e starebbe già per crollare, se non fosse per le urla di suo fratello che prolungano l’agonia.

E’ mezzanotte quando sono tutti e due finalmente addormentati. Mi accorgo che il Patato scotta, accidenti, ha la febbre. Passerà la notte in braccio, svegliandosi ogni mezz’ora.

Buon anniversario, Papais.

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7 thoughts on “Anniversario

  1. sono capitata qua dal blog della staccata…piacere!
    concordo: più hanno sonno e più rifiutano di andare a letto producendo versi animaleschi. io dico sempre: “se non hai sonno stai sveglia nel letto a pensare a come ti stai comportando”. funziona, si mettono a letto e si addormentano matematicamente! 😉
    ciao

    • Grazie Polly, proverò… consigliato da una mamma di 3 gemelle deve funzionare sicuramente! nell’episodio in questione è stata dura persino raggiungerlo, il letto :((

  2. Ciao Giulia,
    le tue pagine sono sinceramente emozionanti… attendo con curiosità le nuove puntate.
    Buon anniversario

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