Mamma con il gesso, parto di successo

Tanto per presentarmi sappiate che ho partorito con una caviglia rotta.

Ora ne sono certa. Tutti i miei amici e conoscenti davanti a me si sono profusi in “poveriiiiina!!”, ma alle mie spalle si sono fatti quintali di grasse risate.

Nono mese di gravidanza. Una figlia di due anni in piena crisi regressiva. Il corso di ginnastica in acqua a cui arrivavo costantemente in ritardo. Quando la Bubi si è impuntata che non voleva scendere le scale da sola, non ci ho pensato sopra più di tanto. Mi sono caricata in braccio i suoi tredici chili. Che sommati alla borsa di nuoto facevano sedici. Che sommati alla mia panza facevano trenta.

Morale. Sono ruzzolata dalle scale e in un nano secondo mi sono ritrovata gambe all’aria come una cimice capovolta. La Bubi ok. Il Patato nel pancione ok. La mia caviglia no, anche se me ne sono accorta diverse ore dopo, concentrata com’ero a tranquillizzare la poverina. Che era terrorizzata dalla caduta, ma anche dal fatto che la sua mamma si trascinava come un marine per raggiungere la porta di casa e il telefono (il cellulare chiaramente l’avevo dimenticato dentro).

Ho passato le due settimane successive in apnea.

Potevo spostarmi solo usando le stampelle. Dopo due giorni avevo i bicipiti di Yuri Chechi.

Per salire al piano di sopra di casa nostra dovevo girarmi di schiena, sedermi sui gradini e far leva sulle braccia senza minimamente sforzare il piede. Ma lavorando sempre di bicipiti.

Nel frattempo la crisi regressiva della Bubi aveva raggiunto livelli da record. Si addormentava solo con noi nel lettone. E siccome la signorina ha l’abitudine di dormire al contrario, passavo la notte sperando che non desse capocciate al mio gesso.

Il Patato ha deciso che era il Momento in piena notte. Quando mi hanno visto arrivare traballante sulle stampelle, anche le infermiere e le ostetriche si sono fatte le loro grasse risate alle mie spalle. Ridevano di meno in pieno travaglio, quando il mio gesso sfiorava pericolosamente le loro tempie.

Alla centoventesima che mi chiedeva “ma come hai fatto a farti male?”, ho risposto “sciando”. Stava per chiamare i servizi sociali e dare in adozione il povero Patato appena sfornato.

Annunci

16 thoughts on “Mamma con il gesso, parto di successo

  1. Gasp, che storia! Io ho riso immaginandomi le facce terrorizzate di chi ti aveva vicina quando, nel momento clou, il tuo gesso sfiorava le loro guance rosse dal trattenersi dalle risa… 😉

  2. Pingback: Run, mommy, run « Scusate se son mamma

  3. Pingback: Scusate se son mamma « Scusate se son mamma

  4. Meravigliosa ! E’ un bellissimo racconto, mi autorizzeresti a ri-copiarlo (ovviamente citandoti!!!) nel mio blog? Raccolgo racconti di parto, dai più drammatici ai più belli e il tuo mi sembra senz’altro uno di questi 🙂 A presto

  5. Ciao Giulia,

    volevo dirti che ho pubblicato il tuo bellissimo racconto 🙂

    Una domanda: che tag sceglieresti per il tuo parto: ‘bello’, ‘bello ma…..’, oppure ‘brutto’?

    A presto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...